• Stefania Tais

Neve, gelo ardente


"In amore, in poesia, la neve non è la lupa di gennaio,

ma la pernice del risveglio"

René Char


dicembre 2020 - febbraio 2021


Averau , Gruppo del Nuvolau
Isola

La neve accende tutti i sensi, è sfida all'indicibile.

La vedo scendere leggera, sostanza pulviscolare, la sento appoggiarsi lieve lieve, odoro il suo profumo in anticipo, la tocco delicatamente al suolo, un fiocco sulla lingua ha il sapore dell’acqua.

E quando tutti i sensi sono attivi mi addentro in punta di piedi nelle sue pieghe, perché quando i cristalli di neve si depositano a terra non si schiacciano né si comprimono, le onde sonore vengono filtrate e assorbite dagli strati, la neve produce silenzio e induce al rispettoso silenzio. Lei si appropria dei paesaggi che accarezza, lentamente, delicatamente, si adegua alle superfici delle cose che avvolge in un tenero e apparentemente infinito abbraccio, ne segue il profilo, lo ridisegna a piacere, sa come fare, a modo suo, ma fa bene e belle tutte le cose. Addolcisce ogni asperità, copre solchi insidiosi, staccionate che dividono diventano morbidi cumuli e ancora una volta, eliminato il superfluo, rimane l’essenziale. Lascio fare a lei, rimarrà solo la parte superiore di un resiliente larice, la sommità di un monte, il profilo di un pendio prima ripido ora dolce, ma di molto altro nulla rimane, si crea un non luogo, senza confini arbitrari, senza volto, senza un'identità specifica, nè razza, nè voce.

E poi ... la neve ha in sé uno spirito giocoso, fanciullesco, inventa un gioco nuovo su un lontano pianeta misterioso, scrive la storia di un dolcissimo anatide di passaggio, accompagna il volo di un’aquila, gioca con il fuoco a bordo cratere, trasmette tepore quando un’ala di sole accarezza un’oasi, crea un miraggio prendendo in prestito la proboscide di un pachiderma o accompagnando la sinuosa andatura di un beluga. La neve nasconde, ma nello stesso tempo rivela ciò che normalmente non vediamo, creando un paesaggio inedito, parla alla nostra anima se la vogliamo ascoltare.

Val Salata
Mars
Versante nord occidentale Lavinores
Donald Duck
Dorsale del Nuvolau
Eagle
versante nord occidentale del Lavinores
Cratere
Dorsale del Nuvolau
Oasi
Alpe Prendèra, versante settentrionale del Col Duro
Elephant
Alpe Prendèra, versante settentrionale del Col Duro
Beluga
Val Salata
Infinito
Val Salata
Cromosoma X

La neve è un elemento mutevole, è effimera, si scioglie al sole, tuttavia si stratifica nel ghiaccio, è materiale da costruzione quasi perfetto, crea forme di qualsiasi misura, al suo interno si crea un microclima che permette a radici, rami, suolo di continuare a vivere, il calore rimane intrappolato assicurando temperature più elevate rispetto all’esterno, ha perfino una valenza ossimorica, è gelata ma riscalda e protegge.


Dorsale del Nuvolau
In alto a sinistra
Alpe Prendèra, versante settentrionale del Col Duro
Percorsi alternativi
Dorsale del Nuvolau
Derma
Dorsale del Nuvolau
Essenza dell'assenza

Ma, tra le varie costellazioni di immagini in cui l'Essenza Bianca si esprime, pur con le sue ambivalenze, ho seguito il materialismo sensuale, affettivo, poetico, dalla purezza marmorea a guisa di drappo sui pendii dell'Alpe Fedàre fino alle forme femminili in Val Salata.


Val Salata
Dune, il pianeta delle sabbie
Versante nord occidentale del Lavinores
Una mattina d'inverno
Alpe Prendèra, versante settentrionale del Col Duro
Colonna vertebrale
Versante nord occidentale del Lavinores
Cicatrice

La neve accende luci, miliardi di cristalli che brillano, accecano, illuminando l’inverno, la neve è calda al cuore, così scrive Buzzati: "quando giungerà l'inverno dalle nevi monotone, potrò estrarre un sole dal mio cuore e fare dei mie pensieri ardenti una tiepida atmosfera"


Alpe Prendèra, versante settentrionale del Col Duro
Lepre
Rocchetta di Prendèra
Yin Yang
Strada per il passo Giau da Selva
SP 638
Civetta
La quiete prima
Versante settentrionale del Lavinores
Tracciati di ombre e luci

Le foto sono state realizzate durante l'inverno 2020-2021 nei soli periodi in cui le restrizioni anti covid mi consentivano di raggiungere le alte quote per approfittare delle abbondanti nevicate di questo inverno. Ne è uscita una fotografia che ha raccontato soprattutto la mia passione per la neve nelle sue forme, la sua essenza, talvolta intima e l'amore per la montagna, che ho trovato straordinariamente priva di visitatori in questo strano inverno ...



Luoghi degli scatti:

- un’area compresa tra l’Alpe Prendèra e il versante settentrionale del Col Duro 2.335 m., Dolomiti, Gruppo Pelmo-Mondeval, Veneto

- lungo la dorsale del Nuvolau, versante nord occidentale del Gruppo del Nuvolau 2.575 m., Dolomiti, Gruppo Nuvolau, Veneto

- un’area compresa tra il versante settentrionale del Lavinores 2.462 m. e la val Salata, Dolomiti, Gruppo Fanes, Veneto

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