• Stefania Tais

Alla ricerca della primavera, disgelo al lago Limedes

... Preludio ...



10 maggio 2020


Il lago di Limedes al disgelo, la parete sud del Lagazuoi

Dopo due mesi di assenza dalla montagna, di prudenziale e necessario isolamento dati i ben noti eventi, sentivo l’esigenza insistente di salire in quota a respirare l’aria frizzante e leggera, mi sarebbe bastato anche solo vederle le montagne, scrutarne le forme, salutarle con rispetto e rinnovato amore. La scelta cadde su una mèta dal basso coinvolgimento fisico ma dall’ alto impatto emozionale: il lago di Limedes a quota 2.171 m.

E’ domenica, siamo in fase 2 di questa pandemia, ora è consentito fare attività fisica, anche al di fuori del proprio comune di residenza, purchè all' interno della propria regione.

E’ il periodo del disgelo dei laghi alpini, preludio di bella stagione e quest’anno il desiderio di buone nuove è più che mai impellente. La neve inizia a sciogliersi e mentre le giornate si allungano visibilmente, anche in quota si fa strada la primavera. Il processo in montagna è più lento, si passa dal candore del manto nevoso, che tutto copre, ad un paesaggio maculato, emergono chiazze di erba marrone, le prime fioriture dei crocus, si assotiglia lo strato di ghiaccio ed emerge il colore fantastico dell'acqua che va dall’ azzurro al blu, passando per quella tonalità che ha in sè un po' di ciano e di verde, l’acquamarina. Il gorgoglio dell’acqua del ruscello è una lieve e lieta musica che è certezza di rinascita, di risveglio dopo il torpore invernale.


Sass de Stria, salendo verso l'Averau

Per raggiungere Il lago di Limedes a 2.171 m. siamo partiti dal passo Falzarego 2.105 m., l’innevamento è ancora molto abbondante ancorché non recente, manto nevoso ben battuto ma non uniformemente compatto tanto da rendersi necessarie le ciaspole per non sprofondare fino al ginocchio. Senza le ciaspole la neve può essere insidiosa poichè si alternano tratti di neve compatta e consistente che sostengono il passo adeguatamente a tratti di neve fradicia che cede sotto il peso.

Il meteo non è dei migliori, cielo nuvoloso, pioggerellina sottile e ghiacciata, temperatura poco sopra lo zero, siamo più in inverno che in primavera. Seguiamo una traccia di sentiero che conduce verso l’Averau aiutandoci con l’orientamento e con il gps della mappa Tabacco. Normalmente, il sentiero è di facile accesso e individuazione, il n. 441 e non ci si può sbagliare, ma quando la neve riveste il paesaggio coprendo i punti di riferimento e livellando il suolo, cosicchè nulla è come prima, diventa più difficile capire l'esatta direzione da prendere. Scompaiono sentieri, dossi e avvallamenti si moltiplicano confondendo l'orientamento.

Nuvole dense si muovono lentamente mentre saliamo sul terreno maculato, il silenzio è stupefacente! Siamo decisamente fuori stagione in un anno molto particolare, siamo i soli ad aver pensato di salire al passo Falzarego oggi. Non incontriamo nessuno nelle poche ore pomeridiane trascorse tra il biancore del suolo e il grigio andirivieni delle nuvole, a volte nascondono i dettagli, poi li scoprono, giocano a modo loro. Poche le auto incrociate per strada, i paesi attraversati sembrano assopiti, tutto è fermo, in attesa di buone nuove. Incredibile! Ci godiamo una montagna silenziosa, avvolta nella solitudine e nel silenzio, solo il cinguettio di qualche uccellino e una marmotta velocissima che improvvisamente si acquatta per annusare l'aria, mettere a fuoco una piccola preda o per chiedersi quali siano le areali intenzioni di questi due curiosi individui.


marmotta attraversa il pendio

Arriviamo al lago Limedes in mezz’ora di cammino, è un piccolo lago, appare parzialmente ghiacciato e ancora irregolarmente ricoperto di neve, lo strato superficiale di ghiaccio e neve lascia intravvedere un tesoro di grande bellezza che stupisce e incanta, i toni acquamarina dell’acqua sono meravigliosi.

Ha custodi di grande rispetto questo fortunato laghetto, verso nord la parete sud della Tofana di Rozes, il Col dei Bos e il Lagazuoi, verso ovest, come la prua di una nave, il Sass de Stria segna la rotta, a sud il massiccio dell’Averau e verso est Antelao e Sorapis che oggi risultano parzialmente coperti di nuvole.

Il lago di Limedes e l'Averau, versante nord parzialmente coperto
Il lago di Limedes, il Lagazuoi e il Col dei Bos
Prime fioriture al Lago di Limedes, sullo sfondo il Sass de Stria
Sass de Stria

La particolare posizione di questo laghetto si presta ad interessanti spunti fotografici soprattutto per i giochi dei riflessi dei monti circostanti, in particolare della Tofana di Rozes, del Lagazuoi e dell'Averau. Sarà necessario aspettare la fine del disgelo e organizzare un'altra uscita fotografica, magari con la complicità della luce morbida del tramonto e con condizioni climatiche più favorevoli, oppure attendere le prime luci del giorno che illuminando il Lagazuoi e il Sass de Stria dovrebbero proiettare sulla superficie dell'acqua i tenui colori dell'alba. Ma questa è un'altra storia ...













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